La città fabbrica di rendite immobiliari

In Italia, tra il 1985 e il 1996, si sono vendute/comprate ogni anno in media 488 mila abitazioni. Le oscillazioni, in più e in meno, erano contenute e il massimo si registrò nel 1991 con 558 mila transazioni. Nel periodo successivo, tra il 1997 e il 2006, l’andamento annuale delle compravendite ha avuto un trend in crescita decisamente diverso che, in parte, continua anche oggi. Se nel 1996 le compravendite furono 483 mila, l’anno successivo, nel 1997 furono 525 mila e salirono a 642 mila due anni dopo, nel 1999; crescita che prosegue (tranne una leggera contrazione nel 2001) fino a superare le 800 mila transazioni (804 mila) nel 2004 e nel 2006 quando sono arrivate a 845 mila. Una crescita delle compravendite così accentuata e progressiva rappresenta un fatto nuovo nel mercato immobiliare e sancisce una discontinuità forte con tutti i cicli immobiliari precedenti. Quali le ragioni? Gli analisti del settore ne indicano diverse, almeno tre. A queste però bisogna aggiungere un fatto nuovo: l’incremento non é dovuto ad un aumento dello stock edilizio disponibile ma più semplicemente al fatto che una casa é stata venduta e comprata più volte nell’arco di poco tempo. Nasce il trading immobiliare. Comprare e vendere lo stesso alloggio consente di realizzare plusvalori consistenti.