Il Corridoio tirrenico nord

I casi del Corridoio Tirrenico Nord (CTN), sviluppato da Giovanni Caudo nel capitolo 9, e del Corridoio Tirrenico Meridionale (CTM), sviluppato da Giovanni Caudo e Alessandro Calabrò nel capitolo 10, sono esemplari per almeno due ragioni: la totale indifferenza al network istituzionale e sociale e la pervicace subordinazione degli interessi pubblici rispetto a quelli privati. Le sorti di questi due interventi si dipanano nel corso di molti anni. Il loro inserimento nella Legge Obiettivo doveva servire a rimuovere i fattori di inerzia e avviare i cantieri. La storia è andata in modo diverso e anzi, nel caso del CTN, si può addirittura parlare di un effetto di rallentamento prodotto dalla Legge Obiettivo. Nel 2001 si è messo nel cassetto un progetto condiviso e già oggetto di VIA da parte del Ministero dell’Ambiente per, dopo quattro anni, trovarsi allo stesso punto (un progetto sottoposto a VIA) con in più una diffusa opposizione al nuovo progetto di amministrazioni, associazioni ambientaliste e cittadini.