Città di pietra, case di carta: finanziarizzazione immobiliare e produzione dello spazio urbano

Un bene per sua natura localizzato, quale il patrimonio immobiliare, ancora una volta segnala la complessità della natura delle relazioni tra lo spazio dei luoghi e lo spazio dei flussi. Infatti, mentre l’erogazione dei crediti per l’acquisto di un immobile mantiene la sua connotazione nazionale, la cartolarizzazione, ossia la trasformazione dei debiti in asset, invece, trasferisce lo strumento finanziario nel mercato globale. Gli autori del saggio sottolineano la trasformazione del settore immobiliare in una sorta di mercato “sottostante” a quello finanziario, che opera nella raccolta di strumenti finanziari per aumentare la liquidità dei mercati. Al contempo si stabiliscono relazioni tra interessi di istituzioni e di imprese locali e internazionali che, mobilitando ingenti risorse economiche, generano “città finanziarizzate” con gravi conseguenze sull’ housing sociale e perciò sulla limitazione dell’accesso alla casa per i ceti più deboli della popolazione.